09
Lug
Breve (ma intenso) resoconto del 5° Raduno nella Terra degli Orsi

Anche se è diventato ormai un “classico” per il nostro club, questo appuntamento di inizio estate non finisce mai di stupire: stavolta non tanto per un discorso quantitativo, ma qualitativo.

Intanto si è rinnovato per i luoghi dove si è svolto, fra Sulmona (AQ) e Popoli (PE); poi perché è iniziato con la mostra delle vetture d’epoca dell’amico Pietro Crugnale al Nuovo Borgo di Sulmona, che ha destato molta curiosità fra i frequentatori dei vai negozi della galleria commerciale.

Ma soprattutto per la scelta di visitare, pranzare e degustare vini presso l’Azienda Agricola Valle Reale di Popoli.

La vista era incantevole, con i vigneti che digradavano verso la valle del fiume Pescara ed il  massiccio della Maiella davanti.

Interessante e piacevole la presentazione dell’azienda e dei prodotti pregiati che ne nascono, merito della bella Ilaria Di Loreto che ha interpretato la parte della guida e del sommelier.

 

A lei vanno i nostri ringraziamenti, come pure al Dott. Andrea Di Cosmo, Direttore del centro commerciale Nuovo Borgo per l’ospitalità presso la struttura di Sulmona; stesso dicasi per Armando Di Rienzo di Scanno (AQ), che ha omaggiato tutti i partecipanti di un ricordo di valore, prodotto artigianale della omonima e ormai storica oreficeria, ma anche dell’amico Roberto Mari di L’Aquila che ha voluto lasciare (ancora una volta) un suo presente.

Un grazie particolare anche alla testata Automobilismo d’Epoca che ha contribuito per il tramite di Francesco Pelizzari, redattore capo di questo mensile di settore.

E, come sempre, la soddisfazione più grande è quella di aver soddisfatto tutti i presenti, ed aver contribuito a stringere nuove e sincere amicizie (che è la cosa che più ci piace in questo ambiente!).  

 

Gli organizzatori 

08
Mar
Sull'utilizzo giornaliero delle auto d'epoca

L’argomento è vasto, ed ha diverse sfaccettature, ma qui vorrei elencare un paio di note in merito.

Comincio con l’affermare che è ipocrita chi dice che non vorrebbe prendere la sua auto storica tutti i giorni, a meno che non si tratti di una vettura speciale più da corsa che da strada. Oppure che non sia una vettura veramente da museo, sia perché di pregio particolare, sia perché molto anziana e quindi inadeguata al traffico moderno.

Infatti l’insidia peggiore è proprio quella di buttarsi nella mischia dei veicoli che si muovono, soprattutto in una grande città (io parlo di Roma, ma così tante altre), dove lo stress per la meccanica, e lo stress degli altri autisti di veicoli attuali, mettono a repentaglio la giusta conservazione del mezzo: pensate che dispiacere veder frantumato un fanalino per una manovra sbagliata, un’ammaccatura di qualcuno che ti tampona, come minimo ti piega n paraurti in acciaio inox…

Da parte mia, qualche settimana fa, ho notato un particolare che mi ha fatto riflettere: dopo essere stato inattivo con le mie vetture per lungo (troppo!) tempo, ho dovuto riprenderle per farle muovere, andando come tutte le mattine ad accompagnare mio figlio a scuola e dopo recarmi al lavoro. Ebbene, l’avere fra le mani i comandi di un’anziana vettura, mi faceva procedere con una cautela che invece avevo perso nell’utilizzo del mio “elettrodomestico” moderno.

Quindi guidare con tutte le possibili cautele, senza la fretta ed il rischio nei passaggi stretti con i vicini di fila; raddoppiare l’attenzione agli incroci e non forzare troppo la velocità, insomma, oserei dire che la vettura storica ha una SICUREZZA ATTIVA maggiore di una moderna. Ditelo al mio assicuratore quando mi chiede di non usare quella vettura tutti i giorni!!!

Pensate pure al modo di parcheggiare odierno, dove se devi entrare in uno spazio esiguo non ti fai scrupolo di qualche toccata anteriore e posteriore alle altre auto. Lo fareste con una Lancia Fulvia?

Il parcheggio, e soprattutto il rimessaggio (notturno), è un altro problema che sicuramente va affrontato in maniera da conservare al meglio il nostro gioiello.

Lasciare un’auto in strada fa correre sempre dei rischi: vedi foto, scattate qualche giorno fa a Roma.

Quella povera Fiat 500 sostava in quel punto da diversi tempo (ci passo tutti i giorni), finchè, una mattina, amara sorpresa per il proprietario.

Probabilmente, nottetempo, qualche scriteriato guidatore ha allargato troppo la curva ed ha schiacciato la 500 addosso al paletto e alla macchina che era parcheggiata davanti.

Se ognuno di noi trovasse la propria auto in queste condizioni, avrebbe un…infarto. Se fosse un’auto moderna, il danno sarebbe “limitato” nel senso che si sa dove e a quanto procurarsi i pezzi nuovi; nel caso di un’auto storica, invece, oltre al danno anche la preoccupazione di non poterla ripristinare come in origine.

 

Fate attenzione, mi raccomando! 

11
Gen
Come dice il proverbio: “Il troppo stroppia”

L’amore per i mezzi a motore del passato, nella maggior parte dei casi, non è solo per il veicolo in se stesso, ma anche per le atmosfere che fa ritornare alla mente.

Tempi in cui l’uso della vettura era visto come un piacere, forse perché era una nuova conquista e quindi sognato da quasi tutti.

Le automobili erano molto graziose, con tinte delicate, ognuna con la propria personalità e caratteristiche diverse l’una dall’altra…ma erano anche meno numerose, non erano così diffuse come oggi, perciò non invadevano il paesaggio.

Basta confrontare queste immagini della piazza di Villalago: quella in bianco e nero è (molto probabilmente) dei primissimi anni ’60 del secolo scorso.

L’altra, a colori, è presa da Google Maps nel 2011.

 

Vi faccio notare che nella foto antica le persone ritratte sono vestite con abiti leggeri, credo in estate, quindi periodo in cui il paese è più popolato del normale; la foto recente è stata scattata ad aprile, mese in cui non ci sono sicuramente villeggianti e turisti: eppure le auto riempiono la visuale.

(La cartolina è stata messa a disposizione da Rossella Iafolla)