La Fiat 500 D

Anche quest’anno il raduno di inizio estate di Vecchievalvole, il 4° della Terra degli Orsi, si è concluso con un bilancio molto positivo, il cui commento lascio al direttivo dell’Associazione. Mi voglio limitare a raccontare brevemente quanto accaduto: sono arrivate le tessere per i soci, nuovi partecipanti, nuovi iscritti, amici di sempre e nuovi. Le auto, le nostre signore, ci hanno portato in giro per i paesini della valle Peligna e della valle del Sagittario sempre con la ormai solita e graditissima presenza della scorta di “lampeggianteblu”. Nel gruppo delle Signore auto che ci hanno accompagnato, c’erano due auto veterane delle nostre strade che hanno compiuto il mezzo secolo di vita: due Fiat 500 D. La prima è del sig. Francesco Falocco di Sulmona e ci ha dato notizia del “compleanno” solo qualche giorno prima. L'altra è del nostro amico di Villalago, Giuseppe Grossi detto Peppino, socio della prima ora dell’Associazione Vecchievalvole e presente a tutti i raduni da essa organizzati. La 500, per festeggiare l’evento, ha “scritto” una lettera a Peppino che L’Associazione Vecchievalvole ha fatto pubblicare nel numero di luglio 2013 del mensile Automobilismo D’Epoca e, in seguito, dalle figlie di Peppino nel giornale on-line di Villalago, il “Gazzettino della Valle del Sagittario”.

Tanta festa e tanta allegria intorno alla Fiat 500, così io, ODIIAN, ho pensato di raccontare dalle pagine del nostro sito istituzionale, la storia della macchina di famiglia di Peppino, ripercorrendo brevemente i suoi 50 anni di strada in un breve articolo dal titolo: ”Nozze d’oro in casa di Giuseppe Grossi, alias Peppino, le seconde in tre anni e, questa volta, molto particolari”.

Insieme all’articolo ci sono anche delle foto: alcune storiche altre più attuali, oltre alla pagina della rivista “Automobilismo D’Epoca” di luglio 2013.

Grazie a tutti per l’attenzione e per il tempo dedicatomi.

Villalago, 8 luglio 2013. 

Ottavio Di Ianni.

 

Nozze d’oro in casa di Giuseppe Grossi, alias Peppino, le seconde in tre anni e, questa volta, molto particolari.

  

Primavera 1963 a Villalago, un piccolo paese abruzzese in provincia de L’Aquila. Grossi Giuseppe, da tutti detto Peppino, uomo deciso, buono e sempre sorridente, ha deciso da poco di cambiare impiego: non più presso la Centrale Idroelettrica di Anversa, ma con le Ferrovie dello Stato.

E’ una mattina piena di sole. A Villalago le montagne sono colorate delle migliaia di tonalità di verde della vita che riparte; le finestre sono aperte e le rondini e i passerotti fanno a gara a chi canta più forte. Peppino è pensieroso: sposato da poco, una figlia, forse già il pensiero ad una seconda e c’è qualcosa di irrequieto nei suoi occhi brillanti. Licia, la moglie, gli porge una tazzina di caffè fumante e gli chiede: “cos’hai?”. Peppino rompe gli indugi: “zio Goffredo….”. Un attimo di esitazione e Licia riprende “non sta bene?”. Peppino sorride come solo lui sa fare e, con una carezza le dice: “sta benissimo ma abbiamo turni diversi e non potrò andare al lavoro sempre con lui…… e poi siamo in tre ed è arrivato il momento di diventare quattro!” - infine parte in quarta, come sempre fa quando prende in mano la situazione - “dobbiamo acquistare un’automobile”.

Siamo nel 1963, il boom economico italiano è in corsa, si sceglie facile: Fiat, sicuramente! 600 o 500?. Famiglia giovanissima, meglio risparmiare un po’: 500!.

Siamo arrivati a giugno, il 24, del 1963 e Peppino mostra la tessera da ferroviere al controllore sul treno Sulmona – Avezzano e chiede quanto manca all’arrivo. “Poco”, risponde il controllore, ”abbiamo appena passato Pescina”. Alla stazione ad attenderlo c’è un altro “Peppino”, che chiameremo “Compare” in quanto suo testimone di nozze. Compare è il magazziniere capo della concessionaria Fiat Carolli dove Peppino ha acquistato la sua 500 di colore carta da zucchero, con interni e cappottina neri, senza optionals, scusate, accessori.

Arrivano in concessionaria e Compare fa attendere Peppino nel magazzino, senza passare per il salone. “Aspetta qui”, dice Compare, “arrivo subito”. Ci sarà qualche problema?, Non sarà arrivata?, ora mi toccherà tornare ancora una volta…… I pensieri di Peppino sono interrotti da una voce lontana che pare abbia detto “è tutto a posto”? La mente di Peppino ritorna ai suoi pensieri, quando si sente chiamare da Compare che lo invita a seguirlo nel salone espositivo della concessionaria. Qui trova allineate tante 500, ma una in particolare lo colpisce: ha lo stesso colore della sua, ma è più bella, ha degli accessori che lui non ha ordinato. “Peccato”, pensa, “è così bella! Chissà se un domani potrò acquistarli a parte!”. Cerca di guardare meglio, ma non vede la sua 500. Come mai?.

Compare lo conosce bene e gli dice: “vieni, ti presento la tua 500; è questa con le ruote dalla striscia bianca e gli interni con le foderine a righe nere, bianche e rosse. Sono il mio regalo per te, con gli auguri migliori che ti posso esprimere”. Peppino è senza parole. E’ amore a prima vista. Un amore vero, di quelli che durano una vita e che non ti stancano mai, di quelli che ci conti in qualsiasi momento e sai che è lì ad aspettarti sempre e comunque, di quelli che dai e sei sicuro di ricevere.

Questo amore è una FIAT nuova 500D targata AQ 25778, con le porte a vento e la frizione con lo spingi disco di grafite.

Ora Peppino ha un’altra figlia da accudire e coccolare, la sua automobile, entrata, anche “lei”, a far parte della famiglia. A Villalago la tiene in garage, ma non sempre, mentre a Sulmona è all’aperto, nel freddo umido della conca Sulmonese. Tante volte in famiglia l’hanno sentito parlare da solo col naso appoggiato alla finestra: “povera 500, così la ruggine la fa da padrona!…… il sale sulle strade aiuta con il ghiaccio, ma corrode i pianali!…… devo fare attenzione!”. Così Peppino, da artigiano tutto fare qual è, giorno dopo giorno cura la sua 500 come meglio può fino alla pensione, quando l’auto, ancora efficiente ed efficace, è messa a riposo nel garage di casa, anch’essa pronta per la pensione. La 500 ha resistito ad oltre trenta anni di lavoro: “tutti i giorni alla sottostazione di Anversa, con qualsiasi tempo e in tutte le stagioni”; Peppino recita questa frase a quanti gli chiedono della sua 500, quasi come un verso di una poesia o di un autore importante. Ha resistito alle due figlie che l’hanno utilizzata per la scuola guida e ha resistito ai viaggi della famiglia, tra Villalago e Sulmona, in cinque, con bagagli e “vettovaglie” al seguito; le valigie, alcune in braccio, altre legate sul portapacchi con le immancabili molle che si sganciavano. La prima volta che Peppino ha lasciato la sua 500 (e la sua prima figlia) a chi sta scrivendo, il motore era già acceso. Quando l’ho spento non sono riuscito a rimetterlo in moto se non a spinta. La sera ho raccontato tutto a Peppino che ha esclamato: “ho dimenticato di dirti che questa non è moderna come quelle di oggi, per avviare il motore devi mettere il cambio in folle e non devi schiacciare la frizione!” .

Peppino ha percorso circa 255.000 Km con la sua 500 e “lei” non l’ha mai lasciato a piedi. Anche quelle poche, anzi, rare volte che la 500 si è di colpo fermata sulle strade della Valle del Sagittario, Peppino l’ha rimessa in moto arrivando sempre a destinazione e, dopo 5 minuti, era già con il cofano aperto a rimediare definitivamente al guasto. “E’ un motore semplice” dice sempre Peppino “con una meccanica semplice ma efficace”. Sembra quasi di sentire il Drake: “meno parti ci sono in un motore e meno cose possono rompersi in gara!”. I fatti danno ragione ad entrambi. CINQUANTA anni di vita che non finiscono qui ma che, a dispetto del tempo che passa, sono auspicio di grande vitalità.

Ora la 500, come tutte le signore degne del nome, deve essere curata e coccolata: esce solo per accompagnare la Signora Licia, quando il tempo non permette di camminare, oppure per qualche sgambata motoristica all’aria aperta per sciogliere un po’ le articolazioni. Il resto del tempo lo trascorre in garage tra le auto di oggi; non è mai coperta di polvere, sempre pulita e, da un po’ di anni a questa parte, grazie agli amici di Vecchievalvole, ha ripreso vita e vigore. Ha partecipato a tutti i raduni organizzati a Villalago da Vecchievalvole. In uno di essi, una gara di regolarità, la prima della sua vita, si è anche piazzata quarta, contro concorrenti blasonati ed esperti.

Qualche giorno fa Peppino spolverava la sua 500, in vista del prossimo raduno di Vecchievalvole a giugno, e, in occasione del quale la sua cinquantenne dovrà apparire più bella che mai.

La 500: unico amore automobilistico della vita di Peppino. Un vecchio adagio diceva “se questo non è amore, cos’è?”: è un amore vero, un amore iniziato ad Avezzano nel lontano 1963 ed oggi, 24 giugno 2013, compie 50 anni e festeggia le sue Nozze d’oro! Rappresentano una ricorrenza importante per Peppino, abituato a festeggiarle, perché le prime, quelle vere, quelle con la Signora Licia e tutta la famiglia, le ha festeggiate due anni fa, a settembre del 2011, il giorno 11. Per la 500, la seconda fedele compagna di vita di Peppino, le Nozze d’oro sono l’inizio di una nuova vita, che sarà, ce lo auguriamo tutti e lo auguriamo a “lei”, sempre ricca di emozioni e di soddisfazioni: a quattro ruote, naturalmente!.

Ieri, sbirciando di nascosto il libretto di circolazione della 500 mi è sembrato di sentire un bisbiglio. Mi sono girato e non avevo nessuno alle spalle. Mentre leggevo l’anno di immatricolazione dell’auto, il 24 giugno del 1963, la sensazione si è fatta viva di nuovo e questa volta è stata una voce chiara: “birbanti: so che state preparando qualcosa per me, ma sappiate che in una coppia si viaggia sempre in due e, quindi, non dimenticatevi di chi ha fatto coppia con me in tutti questi anni per dare a voi, adesso, la possibilità di pavoneggiarvi a braccetto con una bella cinquantenne”.

Tanti Auguri, Peppino, da tutti noi.

Villalago, 24 giugno 2013

Ottavio Di Ianni.